La fiera del Libro, lo champagne e la tartina di Richard Ford

E niente, dopo il viaggio in compagnia della Signora Gloria – non so se c’hai presente: la Signora Gloria è il prototipo della donna non più giovane che sull’aereo ti chiede se anche tu scendi alla sua stessa fermata – ti ritrovi all’inaugurazione della Fiera del Libro di Bruxelles. Parliamo di circa 70 000 m² di librerie, case editrici, scrittori (s)conosciuti, illustratori. E per te che adori leggere, è una delle migliori occasioni per dare di matto. Proprio così. È un po’ come la scusa della gravidanza che alcune donne utilizzano per soddisfare ogni capriccio e far entrare in crisi i malcapitati compagni con richieste di “fragole biologiche fresche con panna” a dicembre. Ecco. Un lettore compulsivo approfitta di questi giganteschi eventi letterari per decidere volontariamente di impazzire, pretendere tutto e subito, non sentire ragione. Così, senza mezzi termini.

Il punto è che tu, oltre ad avere il biglietto d’ingresso per l’inaugurazione, hai anche un super-mega accesso all’area VIP. Quindi entri, ti guardi un po’ intorno con fare semi-disinvolto. Sai bene che in giro ci sono celebrità della televisione, della radio, produttori, editori, ministri e scrittori francesi e belgi. I tuoi sensi fiutano odore di Very Important People ovunque. Tutti quelli che si trovano al di là della cordicella rossa – dove di solito stai anche tu – sbirciano e indicano il loro presentatore preferito, lo scrittore del cuore, bisbigliando “Vedi, c’è pure lui!”. Poi si soffermano su di te, che inizialmente sei rimasta nei pressi dell’ingresso per prendere confidenza e poi scatenarti. Ti guardano e contemporaneamente stanno facendo mente locale per collocarti in un programma, per posizionare la tua faccia sulla quarta di copertina di un libro. Una volta assodato – o perlomeno intuito – che non sei nessuno, ti snobbano per non dimostrare invidia e continuano ad aspettare i famosi per strappar loro il famigerato selfie – contenti loro.

Sei lì, ok. In realtà, però, non sai minimamente con chi sei, fatta eccezione per le persone che ti hanno accompagnato all’inaugurazione. Gira e volta, scopri che quello che ha appena poggiato il suo bicchiere sul bancone proprio davanti a te è Jean-Pierre Castaldi. Per intenderci, questo signore è un famosissimo attore francese, che forse avrai visto nella saga di Asterix & Obelix. Non puoi sbagliare: ha un “profilo piuttosto importante”, tanto che ti chiedi come sia stato capace di tracannarsi lo champagne – che sembra sgorgare ad ogni angolo, tipo fontana – in quella minuscola coppetta. Quello che ti è passato accanto chiedendoti scusa perché ti ha quasi dato una gomitata è François De Brigode, ossia la faccia del presentatore tg che hai visto sullo schermo in queste sere mentre eri a cena: il super favorito dal pubblico belga. Poi è passato uno spelato con gli occhiali strani e un impermeabile grigio: trattasi di Philippe Geluck, uno dei tuoi fumettisti belgi preferiti di cui non conoscevi il volto. Fino a stasera.

 

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Jean-Pierre Castaldi, attore francese

 Insomma, è un po’ come sapere di essere nel posto giusto, al momento giusto, ma non sapere con chi e perché. Ti guardi intorno confusa e sei sicura che altri pagherebbero per essere al tuo posto. Sì, altri. Non tu. Tu, a quanto pare, hai appena soffiato l’ultima tartina al salmone sotto il naso dello scrittore americano Premio Pulitzer Richard Ford. Tranquillo Richy, a casa ho tutto il necessario: Pasta Aglio, Olio e Peperoncino. Dieci minuti ed è pronto. Bon Appétit!

 #tuttacolpadimurphy #ecciao

 

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