Mia mamma, Internet e Carlo V

Oggi voglio rendervi partecipi di un fatto epocale, un fatto di rilevanza storica. Oggi, per la prima volta e assolutamente in diretta, mia mamma è connessa a Internet.

Per la mia famiglia questa è stata una svolta. Mia mamma – una signora distinta, ultrasessantenne e patita di storia – è passata dal Nokia 3210 allo Huawei con touchscreen senza soluzioni di continuità e nel modo più brutale: dopo la bellezza di 12 anni, il telefono l’ha definitivamente abbandonata. È stata una separazione difficile e non consenziente, ma purtroppo necessaria. Così, dopo anni di assoluta reticenza nei confronti della tecnologia, mia mamma – una signora distinta, ultrasessantenne, patita di storia e nostalgica del suo vecchio cellulare – si è dovuta adeguare alle leggi del mercato e del progresso. Da oggi in poi è online. 

È successo quando ero a lavoro. Messaggio su What’sApp da Grazia. Ci ho pensato un attimo: “Chi è mò ‘sta Grazia?!”. Era lei. Mi chiedeva di comprare il pane prima di tornare a casa. Anzi no. Ha proprio scritto “Prendi il pane”. Punto. Secco e lapidale, senza possibilità di contraddizione. Il messaggio di una donna decisa che non ha tempo da perdere in fronzoli. Poi la cosa le è sfuggita di mano: in dieci minuti, oltre a prendere il pane, mi ha chiesto di fare la spesa, di passare dalla tintoria e dal fioraio, per poi sbolognarmi in modo brusco perché perdeva troppo tempo a scrivere e la pila di panni da stirare non si sarebbe dileguata da sola.

mamma-1Mia mamma – una signora distinta, ultrasessantenne, patita di storia, nostalgica del vecchio cellulare e dal senso pratico – è connessa a Internet e lo sa usare. Ormai non la ferma più nessuno. Ha imparato a scrivere su What’sApp, a mandare messaggi vocali e ha scoperto l’uso dei motori di ricerca e delle emoticon – ovviamente scorrendo il menù delle emoji ha trovato quella del dito medio e ha subito alzato un sopracciglio, definendola “un po’ volgarotta”… ehi, ve l’ho detto che è una signora distinta.

 Pensandoci bene, forse Internet riuscirà a risolvere il problema di mia mamma. Ah già, non ve l’ho detto, Grazia ha un problema che con gli anni si fa sempre più serio: il discorso diretto. Quando mia mamma – signora distinta, ultrasessantenne, patita di storia, nostalgica del vecchio cellulare, dal senso pratico e logorroica – ti deve raccontare una cosa – e te ne racconterà sicuramente una perché probabilmente ha dimenticato di averlo già fatto – inserisce dieci volte l’intercalare “Dic’ che” nella sua frase. Il periodo, ovviamente, sarà inoltre sprovvisto di soggetto e complemento di tempo/luogo, a seconda dei casi. All’ascoltatore e alla sua fantasia l’arduo compito di rimettere insieme i pezzi e di intuire di quando, chi e cosa si sta parlando. Ecco, forse la mancanza di dimestichezza con la tastiera e con la nuova era della tecnologia serviranno a mia mamma per abbreviare e semplificare i discorsi, con buona pace dei suoi ascoltatori e lettori.

 mamma-2Torno a casa con il pane. Tutti a parlare del referendum: se dire sì, se dire no, se dire boh, se non ci abbiamo capito molto. Lei esordisce, cambiando ovviamente discorso: “Dic’ che bisogna fare la domanda nel telefono per avere notizie sulla storia di Carlo V ma dic’ che non si trova facilmente”. “Aspè Mà… Chi Carlo? E a chi devi fare le domande nel telefono?”.

Niente, mia mamma è online.

#tuttacolpadimurphy #ecciao

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