L’allerta meteo, la neve in Puglia e il Primo Premio

Ok, diciamoci la verità: qui in Puglia alla neve non siamo proprio abituati. E su questo non ci piove. Si passa da un eccesso all’altro senza soluzione di continuità. Da una parte, abbiamo avuto giornate di panico per le strade con soli due centimetri di neve, gente segregata in casa manco ci fosse la guerra, dall’altra parte, invece, un’assoluta e totale noncuranza e una completa incapacità del cittadino ad autogestirsi. Nonostante il bollettino meteo segnasse da giorni ALLERTA NEVE, ho incontrato gente per strada con occhiali da sole, risvoltino con calzino corto e ginniche di pezza ai piedi – a rischio di tornare a casa e farsi amputare alluce, illice, trillice, pondulo e minolo. E non solo. Ho visto signori con macchine monovolume senza catene che tentavano di affrontare discese con pendenza di trenta gradi, pretendendo anche di arrivare incolumi alla punta della strada.

Insomma, il panico generale, la devastazione in alcuni casi e il “a-me-che-me-ne-fotte-della-neve” dall’altro. Il punto è che noi non siamo preparati ad affrontare il grande freddo. Non abbiamo le attrezzature. Noi, il sale, lo usiamo per condire l’acqua delle orecchiette e per preparare i taralli. Queste sono le nostre certezze. Quando venite in Puglia, vi aspettate di poter fare un giro in barca, alla scoperta delle meraviglie della costa. Senza dubbio, vi fermate a guardare il vecchietto che ha appena pescato il polpo e lo sta arricciando direttamente sullo scoglio. Vi comprate pinne e boccaglio per poter fare snorkeling e venite ad assaggiare Riso, patate e cozze.

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Come dite?! La slitta?! Il gatto delle nevi?! La polenta?! Eh no, ragazzi. Per quello non siamo attrezzati. Non abbiamo neanche gli scarponi da neve. Da noi, quando c’è la neve – ma quando c’è la neve poi?! – si bloccano intere popolazioni. Le città diventano fantasma e solo alcuni temerari mettono il naso fuori di casa perché (in ordine sparso) “fa freddissimo”, “ho la permanente appena fatta e questa bufera mi scompiglia tutto”, “si scivola”. Guardate me, ad esempio. Con tutti i buoni propositi, ieri mi ero decisa ad approfittare di una bella passeggiata per scattare alcune foto sotto la neve. Quindi sono uscita munita di scarpe da trekking, guantoni, sciarpa, cappello. Insomma, tutto l’occorrente. Fuori tirava un vento gelido e veramente potente, che si calmava solo a tratti, permettendomi di scattare in tranquillità, o quasi. Dopo la perdita totale della sensibilità nella mano destra, ho deciso di rientrare al caldo. Ma non prima di aver raccolto la mia “First Figur de merd of the Year” – beh, siamo alla prima settimana: datemi un po’ di tempo ché recupero in corso d’opera. E niente, dovrebbero darmi un premio per “Fotografia in discesa e scivolata libera con salvaguardia dell’attrezzatura fotografica”. Ehi, fa male, ma ne è valsa la pena.

#tuttacolpadimurphy #ecciao

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