Il viaggio, i bagni dell’aereo e il pullman maltese

Ehi, gente, ma vi ricordate quando si poteva viaggiare?! Quando potevi girare il mappamondo, chiudere gli occhi, puntare il dito e scegliere una meta qualsiasi. Certo, da adolescente non potevi mica permetterti le Seycelles. Però l’idea che quei luoghi paradisiaci erano accessibili – una volta posseduta una di quelle esclusive Carte Oro – bastava a farti provare un brivido dietro la schiena che ti ringalluzziva.

Aaaahhhh i viaggi! Ricordo ancora quell’euforia nella preparazione del bagaglio (simbolo ultimo dell’imminente partenza!). Quell’irrequietezza alla domanda “il-phon-lo-porti-tu-o-lo-porto-io?!” rimasta senza risposta, tanto che alla fine non lo portava mai nessuno. E non posso dimenticare il proverbiale teatrino del “questa-volta-porterò-solo-lo-stretto-necessario” per poi ritrovarmi seduta su una valigia che non accenna a chiudersi.

Isola di Gozo, Malta, 2017

Aaaahhhh i viaggi! Quei viaggi che se ne capiva il sapore sin dall’inizio. Quelli con destinazioni molto popolari e pullulanti di giovanissimi. Come potrei dimenticare il mio viaggio a Malta?! L’avevo opzionata per eliminazione perché unica meta che potesse farmi partire ad agosto, a quel prezzo e a quelle condizioni – quattro soldi in un portafogli bucato. Non proprio una meta scelta puntando il dito sul globo, ma tant’è.

Il mio viaggio non era nato come vacanza ignorante – nessuna offesa, si parla qui di viaggio senza troppe pretese – ma ci ha messo pochissimo a diventarlo. Sì, perché tu ci puoi mettere del tuo, ma se sull’aereo hai incontrato passeggeri in modalità “ignorante”, c’è poco da fare. Se chi ha preso posto davanti a te è poco più che ventenne – qualcuno stava finalmente coltivando il primo accenno di barba dopo la maturità – stai pur certo che durante il decollo intonerà “Volare” di Domenico Modugno (meh ehi, che da Bari siamo partiti, che vi aspettavate?!). Se il volo prosegue con la signora che si avvicina all’equipaggio chiedendo “Dove sono i bagni?” – giuro, è successo sotto i miei occhi – ti rassegnerai al tuo karma e deciderai di schiacciare un pisolino. Ma come per ogni viaggio ignorante che si rispetti, non ci riuscirai: quelli davanti a te sono galvanizzati e hanno cominciato con il tressette, il bambino seduto al posto accanto al tuo – guardando fuori dal finestrino – chiede al padre tutta la cronistoria del mediterraneo e gli steward continuano a proporre articoli dei quali potresti essere sprovvisto (che fai, parti senza un Gratta e Vinci?!).

Marsaxlokk, Malta, 2017

E se “il buon giorno si vede dal mattino”, l’arrivo a Malta non ha fatto altro che compromettere definitivamente i miei nervi, in cerca solo di meritato riposo. Una volta atterrata – inutile aggiungere che i passeggeri si sono esibiti in scroscianti applausi al pilota, quasi fosse un caso che ci avesse fatti arrivare sani e salvi – ho dovuto raggiungere l’albergo con il pullman. Ma il bello del viaggio è immergersi in una nuova cultura, no?!

Sì, perché prendere il pullman, a Malta, è un’esperienza che sarebbe riduttivo definire mistica. Sali su un mezzo di trasporto maltese e ti ritrovi catapultato in un film di Indiana Jones, ed è meglio se hai portato la frusta. Non sai mai quando, come e se arriverai a destinazione. L’orario delle corse è approssimativo, così come lo stato del mezzo: potresti ritrovarti in una prigione di lamiere in cui i pezzi che ancora non si sono smontati lo faranno sotto i tuoi occhi, i cerchioni delle ruote cigoleranno mostruosamente, i condizionatori spenti gronderanno condensa nell’abitacolo. Per non parlare dello stato del conducente – se non è scorbutico è agitato, se non è agitato è marpione. E, se gli hai chiesto di indicarti quando scendere perché la fermata del tuo albergo prevede cinque soste su tutto il litorale… che le divinità pagane abbiano pietà di te. Potresti non arrivare mai o finire al peggior capolinea del Bronx maltese perché il simpaticone ha dimenticato di avvisarti.

Aaaahhhh i viaggi! Alla fine, tra improperi e schiamazzi, sono arrivata a destinazione. Un unico quesito ha attanagliato la mia mente per ore. In un aereo – composto come segue: due ali, tre ruote, un muso e una coda, file di posti a sedere su ambo i lati, stretto corridoio centrale, cabina per il pilota, cappelliere per le valigie – dove minchia vuoi che siano i bagni?! Dai Signora però, eddai!!!

#tuttacolpadimurphy #ecciao

26 pensieri riguardo “Il viaggio, i bagni dell’aereo e il pullman maltese

  1. Io ho preso l’autobus di linea ad Antalya, Turchia.
    Entro con MDM (Mia Dolce Metà) e figlio: tutti uomini, tutti con i baffi, tutti che ci guardano.
    Abbiamo il biglietto, non c’è timbratore. L’autista con un gesto ci fa capire che bisogna tenerlo in mano.
    Arriviamo a destinazione, tutti ci stanno ancora guardando come fossimo alieni, nell’autobus non c’è il campanello per prenotare la fermata.
    Magicamente si ferma comunque, come lo sapessero che dovevamo scendere lì, ma prima di scendere si avvicina uno con i baffi e ci controlla il biglietto.
    Fa un gesto di assenso all’autista, ci strappa i biglietti e ci fa scendere.
    Una volta scesi notiamo che tutti ci stanno ancora guardando, baffi compresi.

    1. Mamma mia… quasi inquietante! 😅 In Cina invece il biglietto lo dovevi fare sul pullman. Quindi salivi su e dopo essere stato compresso come una sardina dalla calca di gente, ti avviavi verso il centro del mezzo dove era allestito un piccolo baracchino capeggiato dal bigliettaio che fungeva anche da controllore, la cui caratteristica principale era urlare ai passeggeri di muoversi a fare il biglietto e di non fare i furbi. Tutto questo mentre il bus riprendeva la sua corsa e tu dovevi tentar alla bene e meglio di mantenere il baricentro, prendere i soldi, fare il biglietto e timbrarlo! Uno spasso durante le ore di punta ! 😂😂😂

      1. Io ero andata preparata (studiavo lì il mandarino appunto) ma l’esperienza ha comunque del trascendentale! Anche perché all’epoca – sono ormai passati 10 anni – gli occidentali suscitavano nel pechinese le più svariate reazioni: si passava dallo sguardo sospettoso a quello incuriosito… al bambino che si avvicinava e ti toccava per vedere se eri “vero”.😂😂😂

  2. Malta, la mia ultima vacanza estiva pre-pandemia, che ricordi! Ti dico solo che una delle amiche con cui ero in viaggio, sul pullman verso la città disse “sembra Baghdad”. E hai dimenticato di sottolineare le temperature polari degli autobus, in 7 siamo partite e in 7 siamo tornate raffreddate o con la febbre 😅

      1. Credimi, quell’aria condizionata era assassina, da mettersi una sciarpa ad avercela 😂 eh si, pensa che l’anno prima eravamo in 13!

  3. Viaggiare ormai è un sogno… Magarimolta gente invece ha pensato di andare a vivere in camper, visto che ormai la vita normale è diventata sempre più complicata e dispendiosa 😕

  4. Ahhh i mezzi pubblici di Malta: un forte aroma di avventura selvaggia alla “speriamo in bene” XD
    Ma sì, se mi dicessero che da domani si può tornare a viaggiare prenderei al volo anche i bus maltesi!

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