Godzilla, la zia sarta e la bomboniera farlocca

Tutti ai posti di partenza: Draghi ha detto sì! Di cosa sto parlando?! Se ve lo chiedete significa che vivete al nord e non avevate intenzione di sposarvi nell’ultimo anno e mezzo. Ebbene sì: ci si torna a sposare! Eccerto, anche perché gli sposi non ce la fanno più – o meglio lui non ce la fa più per l’isterismo di lei che è arrivato alle stelle – dopo aver spostato tre volte la data delle nozze. E se per lo sposo si tratta di un cattivo presagio, che dire della sposa?! Avete presente Godzilla?! Niente paragonato all’umore della giovane donna che già di norma non brillava per accondiscendenza e calma agli occhi di wedding planner, fiorai, parrucchieri, estetiste e maître di sale ricevimenti. Ora, la sposa che a distanza di un anno ancora non ha detto “sì, lo voglio” – lo so, nella cerimonia non viene mai pronunciata la parola sì, ma ci siamo capiti – non può più aspettare.

Luminarie in onore di San Nicola, Bari (2017)

Gli sposi però dovranno accontentarsi di festeggiamenti sobri. Già, perché chi vive al nord, forse non ha idea del fatto che qui da noi – io vivo in Puglia, ma riassumendo con Sud non credo di far torto a nessuno – il matrimonio è un fatto serio. Si tratta di una vera e propria kermesse lunga diversi giorni – dalla serenata la notte prima alla bevuta la sera dopo – e si interrompe solo al calare del quarto giorno. E ci sono tutti, ma proprio tutti, nonni ultraottantenni compresi. Il matrimonio qui in Puglia, se fatto in piena regola, assomiglia ad una grande festa patronale privata. Un tempo le nozze finivano quando lo sposo e i suoi amici usavano le cravatte in stile Rambo, mentre la sposa era in bagno a rifarsi il trucco per la milionesima volta – un pò te lo dovevi aspettare, cara, considerato che hai scelto di festeggiare la tua unione con il principe azzurro il 14 di agosto, impedendo ai comuni mortali di prendersi le ferie! E qui vorrei approfittare di questo spazio per esprimere la mia solidarietà nei confronti di tutti i colli di camicia, di tutti i nodi di cravatta e di tutti i vestiti con lustrini che in quella occasione devono sopportare i 37/40 gradi di temperatura esterna – spose, non vi lamentate se gli amici dei vostri mariti si tolgono le giacche già all’antipasto: l’avete voluto voi!

Twist su Tommy’s Margarita, Mixology a cura del Contrabar, Bisceglie (Bt),

Ma il via libera ai matrimoni ha decretato anche la conseguente frenesia da parte degli invitati. In molti speravano che le nozze venissero rimandate ad oltranza, o intendevano inventarsi un’ennesima variante del virus pur di scamparsi l’invito, e invece no. Dal fatidico proclama di Draghi si è innescata una bomba a scoppio ritardato che ha investito i negozi di abbigliamento di testimoni, damigelle e invitati-semplici disperati. E chi, come me, lavora in un negozio che propone anche la cerimonia sa di cosa sto parlando. Di solito si presentano in quattro: la testimone, la sposa, la mamma, la zia sarta – perché c’è sempre una zia sarta che non appena la diretta interessata esce dal camerino, ti spinge con una gomitata dal braccio sul quale ha già appuntati degli spilli, in caso di necessità. L’abito, prima ancora di essere stato da te accuratamente aggiustato sulla cliente, è già passato al vaglia delle quattro presenti, ognuna delle quali ha una buona parola (se ad una non piace il colore, all’altra non piacerà il modello, la terza troverà che è solo passabile e la quarta arriccerà il naso). Nel frattempo non hai neanche finito di sistemarla come si deve, e già ti hanno fatto passare la voglia di essere scesa dal letto la mattina.

Insomma, signore, signorine, cugine, amiche, mamme della sposa o dello sposo, zie sarte e non, nonne più o meno in forma, ve lo dico anche da parte dei miei amici hairstylist, estetiste, fiorai, fotografi e via dicendo, per favore RILASSATEVI! Fatevi una bevuta, fateci fare il nostro lavoro – o quantomeno provare a farlo – e vedrete che andrà tutto per il meglio. Eh sì, perché, male male che vi deve andare, anche se tornerete a casa con l’ennesima bomboniera farlocca di cui non saprete cosa fare, almeno potrete ritoccare a vostro piacimento foto e video ricordi! Dai, menomale che hanno inventato Photoshop!

#tuttacolpadimurphy #ecciao

13 pensieri riguardo “Godzilla, la zia sarta e la bomboniera farlocca

  1. Io, da Padova, sono venuto nel sud Italia per 2 matrimoni.
    Mio fratello si è sposato a Santa Maria di Leuca con una ragazza pugliese, ma è stato tutto sommato abbastanza sobrio. Ora vivono sempre qui a Padova.
    Poi sono stato a Vico Equense, in Campania, per il matrimonio di un mio amico, padovano anch’esso, con una ragazza nata in quei bellissimi posti. Matrimonio molto più movimentato, ma tutto sommato senza eccessi. Anche loro vivono a Padova.

    W gli sposi, anche quelli futuri.

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