Il lunedì dopo Ferragosto, Eva Kant e il Cerbero sbavante

Il lunedì dopo Ferragosto è il lunedì meno lunedì nella storia dei lunedì. E se nominare quattro volte lunedì in una sola frase non vi ha stancati, significa proprio che è estate! Sì, perché nei giorni dopo Ferragosto – sarà per il caldo, sarà per una questione di principio, sarà perché qualcuno è proprio così di natura – succeda quel che deve succedere, non interessa a nessuno.

E se questa consuetudine vale ogni anno sin dalla notte dei tempi, figurarsi nella settimana più calda degli ultimi secoli. Da qui nasce la famosa espressione “Ehi, rilassati, che fasc’ cald’!”, pronunciata in coppia con una mano a palmo aperto che si muove avanti e indietro. Il più delle volte, suddetta frase viene rivolta a bambini, adulti, cani, gatti, lombrichi, insomma qualsiasi essere vivente che ancora sente la forza di urlare o agitarsi quando fuori non si muove una foglia per il caldo asfissiante. “Ma tu sei in Puglia”, direte voi. “Non tutti vivono in zone di caldo estremo”. Questo sarà anche vero, gente, ma il 15 agosto è 15 agosto per tutti. Quindi figurarsi il lunedì dopo. Il lunedì dopo Ferragosto è paragonabile al professore che entra in aula per una sola supplenza di un’ora. Tutti si accorgono che c’è ma nessuno lo caga, povera anima.

Campagna pugliese sperduta, agosto 2021

Fatta questa doverosa premessa, vorrei spiegarvi com’è andata la mia giornata di ieri. Non so come si è svolto il vostro 15 agosto. Posso solo dirvi che il mio è stato un ferragosto all’insegna del “chi se ne importa, fatemi stare tranquilla”. Già, perché non avendo organizzato nulla – il mare manco a pagarlo, c’è la ressa; il ristorante manco morta, c’è la ressa; il lido dovevi averlo prenotato tre mesi prima, perché c’è la ressa – alla fine ho deciso di passare una giornata tranquilla in famiglia. In campagna. Quando gli animi si sono scaldati e hanno attaccato con il karaoke, ho preferito dirottare per una passeggiata in solitaria.

C’avete presente quelle campagne sperdute che si vedono solo nei film? Quelle con il proprietario di un terreno – un signore non molto affabile in pantaloncini e torso nudo – accompagnato da un cane rabbioso che scopre dei malcapitati nel suddetto terreno e questi poveracci subiscono le pene dell’inferno per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, solo perché erano usciti fuori strada per fare una fermata-pipì?! Beh, oggi posso dire fieramente di aver scampato un pericolo pressoché simile. No, non cercavo una toilette. Mi ero allontanata, come dicevo, per scampare al karaoke e approfittarne per scattare qualche foto. Solo che, non volendo, sono entrata in un minuscolo terreno senza recinzione, all’apparenza dismesso. Nella strada di fronte c’era un’abitazione. Fin qui tutto tranquillo. Scatta di qua, scatta di là. Finché non ho sentito gridare alle mie spalle: “Cosa pensi di rubare lì? Quella è tutta roba mia!”.

Fichi d’India, campagne pugliesi sperdute, agosto 2021

Ouh! Rubare?! A me?! Non mi sono neanche girata, ferma sulla questione “oggi fatemi stare tranquilla” e sperando di non essere io la persona alla quale era stata rivolta quella domanda – rubare?! a me?! io pure quando entro nei negozi con i pannelli metal detector e non tocco niente ho paura che suonino quando esco – e ho continuato a fotografare dei meravigliosi fichi d’India. Finché non ho visto il proprietario dell’abitazione di fronte in pantaloncino e collana doppia maglia in oro, penzolante sulla pancia nuda e sudata, nonché proprietario di quella striscia di terreno sul quale mi ero avventurata, avvicinarsi alla sua recinzione, accompagnato da un gigantesco cane che mi puntava e tenuto fermo chissà per quale grazia divina, dalla mano del padrone. Il simpatico amico a quattro zampe sputava bava e ringhiava. Hanno passato tutto il tempo a fissarmi fitto fitto. Avrei voluto dire all’affabile signore con il suo Cerbero a guardia del fortino “Ehi, stai calmo che fa caldo”, accompagnando le parole al movimento della mano. Ma tanti anni fa, mi hanno insegnato che di fronte ad un cane arrabbiato e pronto ad attaccare, non bisogna mai gesticolare. Mentre passavo lì davanti per rientrare alla mia più sicura giornata karaoke, pensavo: “Ma con una macchina fotografica reflex in mano, nessun guanto a protezione delle mani qualora raccogliessi veramente dei fichi d’india e soprattutto nessuna tuta da Eva Kant, io, a te, che ti devo rubare?! Relax bello, oggi è Ferragosto!”.

Mah, ragazzi, bella la campagna eh. Ma mi sa che preferisco il mare!

#tuttacolpadimurphy #ecciao

19 pensieri riguardo “Il lunedì dopo Ferragosto, Eva Kant e il Cerbero sbavante

      1. Ti manderà in estasi, ne sono certo. C’è anche un personaggio femminile davvero cazzutissimo (quello interpretato da Jennifer Esposito). Grazie per la risposta! 🙂

  1. Capisco come ti sei sentita… penso come quando io nello scorso inverno sono stato avvicinato da una donna di una cava che mi chiedeva perchè facevo foto camminando davanti alla loro proprietà (non capendo che a me interessava il laghetto con le paperette e lo sfondo delle montagne, il tutto innevato)

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