La serata cinema, i popcorn e gli sgranocchiatori seriali

Domenica scorsa sono tornata al cinema. Era da prima del Covid che non succedeva. Tranne qualche sporadica visione nei cinema all’aperto, altrimenti avevo fatto tabula rasa di film, atmosfera ovattata e popcorn. Soprattutto popcorn. Invece domenica, dopo un’organizzazione a prova di bidone dell’ultimo minuto, mi sono finalmente seduta sulla morbida poltrona della sala.

E da quando ci sono tornata, al cinema, mi chiedo come abbiamo potuto farne a meno. So che non è stata l’unica cosa alla quale abbiamo rinunciato, anzi. Ma cioè come, durante il covid, i film si sono potuti mandare sulle piattaforme private? Perché è innegabile che è tutta un’altra storia. E non parlo solo dello schermo gigante o dell’acustica perfettamente distribuita nella sala, perché questi fattori, nei cinema dei piccoli centri magari non proprio moderni, non è detto che ci siano. Io parlo della sensazione provata al cinema: stare lì, nel bene e nel male, con altre persone che non hai scelto e con cui devi condividere qualche ora di proiezione.

Ma quella serata, per me, era iniziata già qualche giorno prima: un banale martedì in cui avevo deciso di andare al cinema in un orario improbabile. Arrivo tutta trafelata e scopro che – in piccolissimo esclusivamente sotto alla data di quella giornata – c’era un’eccezione sull’orario. Insomma, in poche parole, ho fatto le corse per niente: il film non c’era. Potete immaginare, che rabbia, che frustrazione! È stato come promettere le caramelle ad una bambina e poi togliergliele da sotto al naso. Mi è scesa l’adrenalina da mille a zero in due secondi. Ve l’ho detto: ero tanto gasata, soprattutto per i popcorn! Sono i soliti ascensori emozionali (per chi se lo fosse perso, ne parlo anche qui ). Disperata e sconsolata, decido di farmi una bevuta per dimenticare e, con l’acquolina in bocca, rimando il cono di popcorn alla domenica.

Questo il fatto pregresso. Poi però, arriva finalmente il momento della fatidica serata-cinema. Un’organizzazione a prova di bomba. Tutto schematizzato nei minimi dettagli. Tanto ben strutturato che, anche questa volta, è iniziata come al solito, in ritardo. Dopo aver dato raccomandazioni di puntualità proprio per evitare di entrare in sala a film già iniziato, cosa che in assoluto detesto, sono stata l’ultima ad arrivare. La signora che gestisce il cinema, non appena mi ha vista, ha lanciato un “ah, vedi che alla fine riesci a vederlo il film!”. Tanta era stata l’amarezza della volta precedente che si ricordava benissimo di me e della faccia disperata che avevo fatto nello scoprire che, no, quella sera non avrei visto nessun film e soprattutto non avrei preso i popcorn! E aggiunge “se ci metti ancora un po’ il film comincia pure”. Così, scappando e fuggendo, come al solito, entro nel buio di una sala rivestita di velluto rosso, dove i quindici minuti di pubblicità di rito erano appena finiti.

Quindi, dicevamo, ero un po’ in ritardo, ma non abbastanza per arrivare a film già iniziato. (Tiè!). Il problema però è che, essendo entrata proprio all’ultimo, non ho potuto fare la fila per i popcorn. Porcaccia miseria, io e quel leggero problema dell’orologio un po’ in avanti! Pazienza, mi dico! Sarà per la prossima volta, quando imparerò ad arrivare in anticipo! Ben mi sta! E così, dato il tempo agli occhi di ambientarsi alla luce discreta del grande schermo, comincio a guardarmi attorno per capire con chi avrei condiviso l’esperienza tanto agognata.

E certo! Perché l’esperienza sta anche in quello: condividere con altri, perlopiù sconosciuti, un momento. Nel bene e nel male. E nel mio caso è stato veramente un po’ nel bene – gli amici sono sempre un bel conforto – e un po’ nel male. Perché, nella fretta di prendere posto, non mi ero accorta che una fila prima di me era accomodato un signore solo. Signore solo che, dal momento in cui è iniziato il film, ha allungato le gambe lungo il corridoio e, suo malgrado, si è addormentato (pensa te quanto era interessante la pellicola!). Io del signore mi sono accorta quando ho cominciato a sentire un suono esterno al film: tra respiro profondo e grugnito. Insomma, questo tale ha cominciato a russare. E da lì in poi, non vi racconto come hanno proseguito la visione tutti gli altri spettatori. Perché tra lui che russava e i fortunati arrivati presto che erano in possesso di snacks vari ed eventuali – sgranocchiatori seriali di patatine, popcorn e altro – non è che io ci abbia capito poi tanto del film. O forse il film non era così eccezionale. Però vabbè, l’emozione di essere lì c’era, tra russate, risate e soprattutto, senza popcorn! E voi mi direte: ma una busta di popcorn comprata al supermercato di quartiere no?! Beh, no! Almeno non proprio: la sensazione non è la stessa.

Come dicevo: domenica scorsa, a fatica, ma con passione, sono tornata al cinema. Dai, quasi quasi la faccio questa pazzia e vado a comprarmi qualche snack per il film in televisione di stasera o dei popcorn. Soprattutto dei popcorn.

#tuttacolpadimuprhy #ecciao

Pubblicità

19 pensieri riguardo “La serata cinema, i popcorn e gli sgranocchiatori seriali

  1. Così come i concerti, o le partite allo stadio o al palazzetto del sport.
    Perché è bello stare con gli altri, anche se non li conosciamo.
    E’ bello condividere uno spettacolo con persone che hanno la nostra stessa passione, è bello vivere e dimenticarci, anche solo per 2 ore, del mondo che fuori ci attende.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...