Il manifesto delle processioni, Santa Rita e il Covid-19

C’è voluta Santa Rita a farmi resuscitare. Proprio come in quel famoso libro. Dai, sapete quale, il libro più stampato al mondo. Ah, dite che si resuscitava con la Pasqua?! Mah vabbè voglio fidarmi di voi, anche perché io, su queste cose, non è che sia proprio ferrata. Eh, oh… non posso sapere tutto di tutto, neh!

Sono passati mesi, ma proprio tanti mesi, prima di riuscire a farmi viva! Impossibile tentare di riprendere il filo della discussione. Posso solo dire che di cose, in questi mesi, ne sono successe tante e a volte troppe! Una tra tutte mi è capitata proprio qualche giorno prima del venerdì santo (per rimanere in tema). Stavo tornando a casa dopo una giornata interminabile di lavoro. Ero al telefono, come sempre. Si stava avvicinando l’orario del mio incontro con il letto, incontro al quale – come potete immaginare – non vedo l’ora di presentarmi! Insomma stavo lì tranquilla che camminavo per le vie del centro storico, quando ad un certo punto sento una specie di fruscio in aria. Non faccio in tempo ad alzare la testa che precipita davanti ai miei piedi un manifesto di Gesù in croce con relativi orari riferiti a processioni, uscite di quadri ed eventi di questa portata.

Bisceglie (Bt), centro storico

Ragazzi, per un pelo! Cioè per poco non venivo colpita in piena testa, o peggio decapitata dall’effigie sacra! Se non è un segno del destino questo! Non mi è ben chiaro di quale destino stiamo parlando, ma un passo più avanti e quel manifesto mi avrebbe spaccato la testa in due per davvero, come un cocomero! Quindi alla fine mi è andata piuttosto bene!

Bene… diciamo benino. O come dicono in molti: bene ma non benissimo. Anche perché qualche settimana dopo, senza capire come, mi sono beccata il Covid-19! E se fino a febbraio tutti quelli che conosco hanno avuto solo un po’ di raffreddore, io posso dirvi invece che i sintomi, da me, sono passati tutti. Nulla a confronto con chi si è ritrovato in terapia intensiva eh, non scherziamo, però oh, non me ne sono perso uno: prima la febbricola, poi la tosse da cavallo convulsa mista a raffreddore, mal di testa da non farti ragionare e dolori muscolari da non poter stare né in piedi né sdraiato a letto. Per non parlare di olfatto e gusto: un giorno percepivo tutti i sapori ma non sentivo gli odori, il giorno dopo il contrario, il giorno dopo ancora né l’uno né l’altro. L’unico aspetto positivo è che mi sono trovata bloccata in casa nel momento del cambio stagione – e scusatemi se è poco!

E anche lì, gente, c’è stato da ridere. Perché l’odore dell’ammorbidente era chiaro e lo riconoscevo, mentre quello dei capi lavati a mano non lo sentivo neanche se mi infilavo la manica intera della maglia nelle narici! Quindi una volta sistemati tutti gli armadi, e solo dopo essermi negativizzata, ho ripreso alcuni capi per verificarne l’effettivo profumo e pulizia. Anche il pranzo e la cena sono stati momenti leggendari. Cucini con impegno e devozione – anche perché hai molto più tempo disponibile – per poi accorgerti a conti fatti che non assapori nulla di ciò che hai preparato. Se c’era più o meno sale, se c’era aglio o una manciata di peperoncini interi, non avrei saputo dirlo. Tranne per il fatto che avevo cucinato io e sapevo esattamente quali ingredienti avevo usato.

Il mercato, Malta, 2017

Insomma, ho vissuto dei piccoli momenti di solitudine che a spiegarli fanno ridere ma a viverli… beh a viverli anche! Come quando cammini per la strada e senti esattamente questo discorso:

-Dai Carmelina, vieni con me e Franco a cena stasera, siamo solo noi due.

-Noooo Betty, grazie! Ma non voglio fare il terzo incognito!

Ecco, mi sono sentita un po’ come una persona che assiste a questo tipo di conversazione. O come chi – io per l’esattezza – si trova davanti alla scena madre di un film trash di serie B. La scena si svolgerebbe così: in un centro storico X passa una signora (mollettone rosa in testa e ciabatta) con un passeggino nel quale ha comodamente adagiato un cocomero dalle dimensioni di un bambino. Le figlie – mollettone blu e mollettone bianco – ridono tra di loro, mentre lei spinge la carrozzina ed esclama: “EEEEhiiiii, ma che dicete?!”. Ragazzi, Premio Oscar subito e applauso! Anzi premio Nobel per la letteratura e plauso dall’Accademia della Crusca! Ehi, l’estate è già alle porte, come la grammatica! Tutto sta nell’adeguarsi!

#tuttacolpadimurphy #ecciao

2 pensieri riguardo “Il manifesto delle processioni, Santa Rita e il Covid-19

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